Bambini e cani: una relazione che ha bisogno di conoscenze.

bambini e cani, educazione cinofila Parma

Il rapporto tra un bambino e un cane va costruito in modo corretto, è necessario essere cauti, prendere delle precauzioni e acquisire delle conoscenze indispensabili, perché diventi perfetto e mai pericoloso.

Ci sono due cose fondamentali da prendere in considerazione:

  1. il cane deve essere ben socializzato con i bambini: questo significa che è fondamentale, soprattutto nei primi due anni di vita (il periodo di socializzazione del cucciolo), che il nostro amico a quattro zampe conosca i bimbi, abbia modo di interagire con loro, di conoscere il loro mondo, come comunicano, come giocano. Per i cani, i bambini sono diversi dagli adulti umani, perché hanno un modo di comportarsi diverso: urlano, corrono, cercano molto il contatto, a volte anche in modo diretto, forte e irruento. Inoltre, in un cane non ben socializzato con i bambini, il comportamento dei nostri piccoli (come correre, gattonare, buttarsi a terra, urlare, l’uso di oggetti in movimenti come il pallone o altri giochi) potrebbe scatenare la motivazione predatoria (volgersi verso oggetti piccoli in movimento e raggiungerli) presente in ogni cane.
  2. il bambino deve imparare come ci si rapporta con un’altra specie: spesso oggi l’animale viene considerato come un giocattolo o una macchina, senza tenere in considerazione i suoi bisogni e le sue peculiarità. E’ importante insegnare al bimbo come bisogna relazionarsi con un cane: il mettere una mano sulla testa del cane, guardarlo negli occhi, abbracciarlo, andare verso di lui in modo diretto, correre, urlare e gesticolare di fronte a un cane, tendere le mani verso di lui, prendergli la coda o le orecchie, tirargli il pelo, tenerlo fermo o costringerlo in un angolo senza via di fuga sono tutti esempi di comportamenti che vanno evitati con il nostro amico a quattro zampe. Spesso infatti le morsicature sono frutto di interazioni sbagliate e i bambini purtroppo sono le vittime più frequenti di questi episodi; questo sia perchè sono piccoli e quindi ad altezza del cane, sia per il loro comportamento spesso inadeguato di fronte ad un cane (sono molto cinetici, non rispettano i tempi e lo spazio del cane e hanno difficoltà ad autocontrollarsi). Per questo è sempre fondamentale la presenza di un adulto regolatore della relazione.

bambini e cani

Detto questo, non mi rimane altro che aggiungere che il rapporto tra un cucciolo d’uomo e il suo cane è qualcosa di speciale che segna in modo indelebile il carattere del bimbo.

“Una bella amicizia! Crescere insieme prendendosi cura l’uno dell’altro, capire ascoltando le esigenze dell’altro e ricambiarle, sapere che c’è qualcuno che ti aspetta, ti pensa ed è felice di vederti e stare con te, e un giorno… ritorni a casa e non c’è più. Ma rimane il ricordo di qualcuno unico al mondo. […] Credo che per un bambino vivere con un animale accanto, significhi fare diverse esperienze e impararare molte cose fra cui affrontare in modo naturale i grandi temi della vita: la nascita, la morte, l’importanza del senso di cura e dell’amore, ma anche la sofferenza, la paura della separazione. […] la conoscenza fra loro avviene attraverso l’esperienza vissuta insieme, il prendersi cura dell’altro ascoltando i suoi bisogni e le sue esigenze, il giocare insieme, il preoccuparsi per il loro benessere. Tutto questo crea un atteggiamento empatico. Il rapporto con gli animali può avere un ruolo determinante nella crescita del bambino, perché attiva meccanismi di pensiero ed affettivi che lo abituano a mettersi nei panni degli altri sia sul piano cognitivo che sul piano affettivo. […] considerando che gli animali sono diversi da noi, lo starci insieme e lo svilupparsi nei bambini di un rapporto positivo con loro, permette di acquisire processi di pensiero e di partecipazione affettiva molto importanti per le loro relazioni future con i propri simili, cioè l’accoglienza della diversità come ricchezza e non come disagio.” [Daniela Fagioli, pedagogista]

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“Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?” “E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”. “Creare dei legami?” “Certo”, disse la volpe. “Tu, finora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire”, disse il Piccolo Principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato… “E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…” “Oh! Non è sulla Terra”, disse il Piccolo Principe. La volpe sembrò perplessa: “Su un altro pianeta?” “Si”.

Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry

educazione cinofila in provincia di Parma

 

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